
Questo della foto è uno splendido coltello che mi è stato regalato e che, quando ho visto per la prima volta, mi ha emozionato e riportato indietro nel tempo, quando “le cose” avevano un valore e sopratutto un senso. E’ un coltello da macellaio o da cuoco, con lama spessa almeno 4 mm. e lunga intorno ai 30 cm., in acciaio al carbonio (forse C40-C50) abbastanza morbido, veramente ben conservato e affilato da mani esperte che non hanno fatto danni alla lama, ma l’hanno valorizzata fino all’ultimo giorno in cui è andato in pensione in pensione. La mia personale opinione è che si tratti di un coltello utilizzato in una macelleria. Di una misura importante, direi come un coltello chef di quelli più grandi. E’ Full tang (tipologia costruttiva difficile da trovare in questo tipo di coltelli), con manico in ottimo legno e anello metallico sulla guardia che non c’è più, è evidente però che una volta era presente. Il legno è ottimamente conservato e non ci sono allentamenti tra il manico e il codolo. I rivetti in ottone sono perfetti. E’ probabile che il macellaio che lo ha utilizzato, con le mani quasi sempre unte di grassi animali, prendendo il coltello e mettendolo a contatto con le sue mani, lo ha costantemente nutrito e migliorato nel tempo. Bellissimo veramente. Lo terrei in mano tutto il giorno!
Con riferimento all’articolo sul coltello da sopravvivenza (https://www.sopravvivere.org/coltello-da-sopravvivenza/), questo coltello secondo me farebbero bella figura come tuttofare in ambienti boschivi e naturali e non è troppo diverso dai coltelli da campo di frontiera. E’ un po’ grande ma lo utilizzerei senz’altro come coltello tuttofare in situazioni di emergenza, molto più tranquillamente di certi coltelli da sopravvivenza che si trovano in commercio oggi.
