In contesti urbani, trovandosi in situazioni di emergenza, è utile avere a portata di mano, magari non proprio dentro l’EDC (ad integrazione di questo), ma comunque in posti facilmente accessibili (contenitore o astuccio nel bagagliaio dell’auto o in una confezione pronta a casa), la seguente attrezzatura, utile per avere accesso a dispositivi, prese d’acqua, installazioni idrauliche, elettriche ed elettroniche e allestimenti urbani, che potrebbero essere necessari in situazioni di emergenze e calamità.
Nel nostro EDC ci sono gà alcuni attrezzi utili…, aggiungere:
monocolo 10/12 ingrandimenti per osservare situazioni a distanza
mini chiave per avvitare/svitare, con set inserti assortiti.
pinza piccola
nastro americano 50 mm. x…
nastro isolante
lame per metalli e legno per seghetto a mano 150 mm.
chiave universale per cassette acqua e gas, quadri ed armadi elettrici e per tutti i sistemi di chiusura più comuni
fascette in plastica stringi-cavi
fascette di metallo stringi-tubo con serraggio a vite
Nel corso degli anni ho accumulato molte attrezzature, efficienti, perfettamente utilizzabili. In qualche caso le ho acquistate usate o ereditate, vecchie ma sempre valide. Qualcosa ha bisogno di essere risistemato e che può tornare come nuovo.
Molte cose poi, con il passare del tempo e l’utilizzo, si sono logorate e rovinate. Alcune, giudicate utili e indispensabili, sono state reintegrate, altre, che alla fine si sono dimostrate inutili, non sono state più riacquistate.
Quello che segue è l’elenco della mia attrezzatura, disponibile per realizzare un KIT di sopravvivenza, oppure due kit: uno da tenere in macchina (le leggi italiane sul porto di armi e di coltelli limitano notevolmente i kit da auto) e uno da tenere in casa. Oltre naturalmente all’EDC da portare sempre. Tutta l’attrezzatura che non viene utilizzata per i kit principali, la conservo in un unico luogo, in sacche e scatole, per averla eventualmente disponibile se si rendesse necessaria.
CUTTING (STRUMENTI DA TAGLIO)
– accetta 800 gr. – accetta manico in cuoio 350 gr. – accetta manico corto 400 gr. – pennato/roncola Rubino Netro anni 50 – manaresso tipo santa giustina acciaio al carbonio manico in cuoio – manaresso tipo piemonte acciaio al carbonio manico in cuoio – coltello machete carbonio manico legno lama 26 cm.. – coltello con fodero companion lama heavy duty (spessore lama 3,2 mm.) al carbonio 10 cm. – coltello con fodero companion lama (spessore lama 2,5 mm.) al carbonio 10 cm. – coltello con fodero companion lama (spessore lama 2,5 mm.) acciaio inox 10 cm. – coltello bushman bowie modificato nella lama e nel manico – coltello bushman classic modificato nella lama e nel manico – coltello GI tanto, modificato con eliminazione del ramo di guardia superiore – coltello multiuso swisschamp 32 funzioni – coltello multiuso 13 funzioni camper – coltello chiudibile multiuso vecchio wenger: lama, punteruolo, apriscatole – coltello autocostruito carbonio c70 spessore lama 3 mm. manico paracord – coltello autocostruito carbonio c70 spessore lama 2 mm. manico legno – coltello autocostruito carbonio c70 spessore lama 2 mm. lunghezza lama 2 cm. per intaglio – coltello chiudibile esercito italiano: lama e apriscatole – coltello chiudibile lama inox tipo zuava – coltello chiudibile lama inox frosolone – coltello chiudibile lama carbonio tipo zuava – coltello multiuso tipo svizzero manico rosso: lama, punteruolo, apriscatole, forbici – coltello multiuso tipo svizzero manico mimetico: lama, punteruolo, apriscatole, forbici – falcetto coltello – falcetta acciaio al carbonio modificata nella lama – lama sega 53 cm. per legno umido, completa di accessori per montaggio. – lama sega per legno umido 53 cm. – sega pieghevole lama 20 cm. – pinza multiuso piccola – pinza multiuso grande – chiave inglese piccola per edc o auto
COMBUSTION (STRUMENTI PER IL FUOCO)
– acciarino Firesteel 12000 accensioni con striker – acciarino Firesteel 12000 accensioni con striker – acciarino Firesteel 3000 accensioni con striker – acciarino Firesteel 10000 accensioni con striker – acciarino Firesteel 10000 accensioni con striker – acciarino piccolo che era a corredo del coltello bushman – acciarino XL 12,7×1,28 con stricker – accendino bic usa e getta 4 pz. – lente di ingrandimento per lettura e per accendere il fuoco con il sole – esche accendifuoco varie autoprodotte – char cloth bustina con qualche pezzo di cotone carbonizzato – scatoletta metallo con esche per fuoco da utilizzare successivamente per char clot – legno di pino accendifuoco (fatwood)
CONTAINER (CONTENITORI in plastica o metallo per acqua o per cucina, zaini, borse e sacche in nylon e cotone)
– borraccia in alluminio militare 1 lt. con gavetta di circa 600 ml. entrambe possono bollire – tazza bicchiere in acciaio 400 ml. – pentolino tegamino in alluminio con coperchio 400 cl. – Pentola militare u.s.a. alluminio set 3 pezzi, 2 pentolini 2+2 lt, padella coperchio cm. 20 – pentola alluminio d.15 cm.x15cm.h. capacità 2 lt. – gavetta in acciaio con coperchio superiore che può essere usato per cuocere o come piatto, ha un manico che si piega sopra il coperchio per chiudere, capacità 1,5 lt.. ne ho due pz. uguali – gavetta in alluminio dell’esercito italiano, probabilmente anni 50. E’ composta da un pentolino con manico per appendere che contiene esattamente 1 litro di acqua se si prende come livello la parte superiore interna dei 2 rivetti che tengono il manico (il terzo rivetto di fissaggio è più basso). Ha anche un coperchio superiore con manico che chiude e si può usare come padella o tegame o bicchiere e uno stesso accessorio che si mette nella base. In totale sono 3 pz. – zaino trk alpax 30 lt. del 2010 modificato – zaino 10 lt. 3 pz. – zaino arancio multitasche 20 lt. – zaino esercito italiano tipo alpino con due tasche lunghe laterali del 1982. – borsa fotografica senza imbottutitura, con tasche esterne, adattata. – borsa in cotone pesante con manici 2 pz. – sacca in nylon e rete ex trasportino di un vecchio passeggino. – tascapane il pelle e cuoio
– sacchi plastica immondizia 80×110 nr. 20 – coperte termiche emergenza nr. 14 da cm. 160×210 scadenza 2023 – telo verde con occhielli impermeabile 100 gr./mq. 2×3 mt. nr. 3 pz. – telo verde con occhielli impermeabile 100 gr./mq. 4×3 mt. nr. 1pz. – sacchetti nylon varie misure con chiusura ermetica nr. 20 – telo finissimo nylon da imbianchini 5×4 mt. – sacca forata con cerniera superiore per retino pesca o altro di circa 50×70 cm. – piccoli panni microfibra nr. 2 – panno cotone – sacco a pelo nero/giallo leggero cm. 90×210 del 2000 – sacco a pelo azzurro in nylon e cotone leggero cm. 90×210 del 1985
VARIE DI SUPPORTO
– bussola – accessori per fissaggio asta di legno al bushman. – filo per cucito, aghi, spillo – spille da balia – olio lubrificante spray (tipo wd40) – pietra cote per affilare intera e vari pezzi – pietra per affilare rettangolare piccola grana fine – pietra per affilare rettangolare grande grana fine – acciaino a dischi – acciaino tradizionale a coltello – affilatore lansky – affilatore victorinox – kit pesca: rotolo lenza 250 mt. 0,40, ami nr. 4 20 pz., scatolina con piombi pallini. – kit pesca: rotolo lenza 200 mt. 0,40, ami nr. 4 20 pz. – torcia piccola 2 led a dinamo 3 pz. – torcia 3 led con carica a dinamo e/o solare – torcia 3 led con carica a dinamo – varie buste nylon e sacchi immondizia trasparenti – pezzi vari di camera d’aria bicicletta – elastici – nastro adesivo – nastro isolante – filo rame circa 10 mt – filo di ferro zingato circa 100 mt. – guanti da lavoro nr. 4 – fischietto emergenza vari tipi – picchetti ferro per appoggiare pentolino sul fuoco nr. 4 – specchio plastica cm. 10×15 forato su ul lato per segnalazione – moschettoni alluminio e anelli acciaio – sacchetti plastica vari – penna nera – matita – colla attak – libri e quaderni appunti vari
PRONTO SOCCORSO E IGIENE
– kit igiene personale, unghie mani e piedi – set manicure: tagliaunghie, limetta, pinzette e varie – compresse di dicloroisocianurato di sodio per 1 lt. depurazione e potabilizzazione acqua 10 pz. da 10 cad. (100) scadenza 2023 – compresse di tachipirina 1000 nr. 4 – compresse imodium nr. 2 – busta con forbici, pinzette, lame taglierino, varie – busta cerotti assortiti – cerotto da tagliare con garza centrale circa 30 cm. – garze – benda rotolo – guanti usa e getta – mascherine – sapone in pezzi per lavaggi – betadine – mascherine antismog antipolvere – guanti monouso – streptosil – varie medicazione e sterilizzazione
Questo non è un sito sponsorizzato da qualcuno, nessuno mi paga e se cito qualche marca, lo faccio solo per far capire meglio le mie scelte. Sono contrario alle recensioni perché ognuno deve decidere per proprio conto cosa è più necessario e utile per lui. Le recensioni a prodotti, nella maggior parte dei casi, se si parla di sopravvivenza, sono solo una perdita di tempo.
Però anche a titolo informativo, elencherò piano piano la mia attrezzatura di base. Inizialmente parlandone in termini generici e poi, con il tempo cercando di spiegare il perché di una scelta piuttosto che di un’altra. Tutto questo per dire che, se parlo di coltelli e strumenti da taglio, o di pentolini, borracce, gavette, oppure di attrezzi per accendere il fuoco, o ancora di teli e coperte di emergenza… lo faccio non per scopi pubblicitari, ma solo per invitare a riflettere su quello che potrebbe essere veramente utile e quello che invece è superfluo e inutile.
Tutte le attrezzature che elencherò sono di mia proprietà, acquistate con fatica e sudore oppure auto-costruite, testate e utilizzate nel corso degli anni e che ormai conosco perfettamente per averle prese in mano moltissime volte. Ci sono cose che ho dovuto sostituire e riacquistare perché vecchie, logore o rotte. Non esistono cose eterne e che non si rompono mai. Ci sono anche cose che ormai non ho più e che sono solo un ricordo. Parlerò anche di queste, sperando di trovare in rete qualche foto che io non ho.
A volte mi sono fatto prendere dalla “tentazione” e ho acquistato cose solo perché mi piacevano. Non c’è niente però di completamente “inutile”, quindi a tempo perso, parlerò anche delle cose superflue e come cerco di sfruttarle.
Tutto quello che si possiede deve essere usato e la soddisfazione non deve essere quella di ammirare un oggetto, ma quella di imparare ad utilizzarlo ricavandone sempre il massimo profitto.
Confeziono e riparo da solo tutto quello che mi può servire a livello personale (abbigliamento escluso), contenitori, buste, sacchetti, borse, foderi e custodie, … . Inoltre so rammendare e riparare l’abbigliamento, calzature comprese. Tengo tutto l’occorrente in una vecchia borsa e devo dire che ho una buona quantità di materiali. L’attrezzatura, tutta manuale è composta da pinze, forbici, fustellatrice, occhiellatrice, taglierina, martello e una vecchia incudine da calzolaio. Naturalmente poi ci sono gli aghi e le lesine, con assortimento tale da soddisfare moltecplici utilizzi (ho anche aghi grandi per cucire materassi di fortuna realizzati con lana di ovini). Anche i fili per cucire sono molti e di prima qualità. La robustezza del filo e la sua capacità di resistere all’usura sono le due cose principali che considero.
Quasi tutti i fili sono vecchi di anni, ho una buona scorta e al momento non ho mai avuto necessità di reintegrarli. Per alcune cuciture particolari utilizzo anche la rafia sintetica. La rafia sintetica che prendo è praticamente composta da un filo piatto largo circa mezzo centimetro. Si sfibra facilmente in senso verticale e si ottengono filamenti dello spessore desiderato, robusti e idonei per vari tipi di rammendi e cuciture.
In passato ho utilizzato anche il tendine animale e artificiale, negli ultimi anni non l’ho più utilizzato. Ho anche un pezzo di cera d’api, ci passo i fili più grossi per alcune cuciture di riparazione foderi, borse e zaini o scarpe. Per confezionare le “mie cose”, utilizzo principalmente tessuti in fibre naturali, alcune volte anche le fibre sintetiche tipo nylon, poliestere, cordura, …, non utilizzo quasi mai pelle e cuoio, a meno che non ne ho qualche pezzo regalato o recuperato da vecchi manufatti.
Diversa cosa è il materiale per cucire e rammendare che porto nel kit di sopravvivenza, c’è qualche metro di filo avvolto in rocchetti di plastica recuperati, e alcuni aghi e spille da balia. Porto sempre una buona quantità di aghi e spille perché in emergenza possono avere molti utilizzi. come scritto sopra non mi preoccupo se il filo per cucire non è molto, ho sempre il paracord che ha le corde interne fatte con filamenti attorcigliati ottimi per cucire e la rafia sintetica che utilizzo come utilizzavo un tempo il tendine artificiale. Il paracord e/o la rafia sintetica sono corde che cerco di tenere sempre in un kit.
Quello della foto è il rotolo di spago più vecchio che possiedo. È della metà degli anni ’90 del secolo scorso. Proviene da un magazzino che riforniva i calzolai. È fotografato insieme a due rotoli di filo per cucire robustissimo acquistati nel 2003 in un mercatino di Lucca. Lo spago è sicuramente in fibra naturale, forse canapa. Lo spessore è di 0,8/1,00 mm. ed il peso attuale è di 330 gr., ci dovrebbero essere ancora 350-400 mt. abbondanti di spago. Negli ultimi anni l‘ho usato poco, praticamente solo come filo per cucire foderi in pelle e cuoio o custodie per attrezzi da taglio, per borracce, …
Coperte varie, teli impermeabili, sacchi immondizia, coperte termiche, sacchi a pelo …
Teli impermeabili, coperte termiche di emergenza oro/argento, pezzi di nylon vari.
In una situazione d’emergenza, tra le prime cose da fare, c’è la protezione del corpo al meglio che si può. Ipotermia, ipertermia, caldo, freddo, pioggia, neve, vento, … sono tutte cose da tenere lontano.
Copertura in senso generico significa riparo, e il riparo è una delle quattro priorità della sopravvivenza. Coprirsi, ripararsi, vuol dire proteggersi dalle condizioni avverse o comunque sfavorevoli della natura. il termine Cover (coperture) comprende sia i materiali da costruzione per ripari, come un telo impermeabile robusto (meglio se con occhielli), una tenda, un tarp, ma anche l’abbigliamento in generale, giacche impermeabili, poncho antipioggia, zanzariera, teli in gomma, coperte in lana o sintetiche tipo pile, sacchi letto, ecc.
L’ipotermia è la prima causa di morte all’aperto. Il freddo uccide più degli di animali, della fame e della disidratazione.
Essere bagnati, o avere gli abiti bagnati, può essere un grosso problema perché l’acqua allontana il calore corporeo 25 volte più velocemente del normale, anche a temperature moderate come 15 gradi Celsius (60 Fahrenheit), una persona può sviluppare ipotermia se si ritrova con il corpo o con i vestiti bagnati. Questa è la ragione per cui i materiali impermeabili e i materiali per ripari sono importanti nella maggior parte degli ambienti.
Se la pioggia e il freddo sono pericolosi, anche il sole non è da meno, perché provoca scottature, disidratazione e colpi di calore. In questo caso si deve tenere il corpo all’ombra di ripari anche casuali o inventati. Gli abitanti delle zone vicino ai deserti o alle zone calde del pianeta, utilizzano indumenti traspiranti che coprono tutto il corpo.
Ma anche i deserti e queste zone calde possono diventare gelidi di notte, quindi l’ipotermia è un rischio anche in questi luoghi, e sono indispensabili un riparo e un abbigliamento adeguati. Spesso, in regioni così calde, aride ed esposte al sole, si consiglia di viaggiare di notte quando è più fresco e più buio e di rilassarsi all’ombra durante il giorno quando il sole è intenso. Anche l’ombra è una copertura.
Un telo impermeabile è una delle migliori cose che si può avere con noi. Serve per costruire rifugi, ripara dalla pioggia, dal vento e dal sole. Dovendo scegliere solo un oggetto della categoria cover, probabilmente un telo impermeabile sarebbe in prima posizione, al pari delle coperte d’emergenza.
Le coperte termiche di emergenza, sono insostituibili in moltissime situazioni. Sono leggere ma assolutamente efficaci. Le migliori sono quelle con una faccia argento e l’altra faccia oro. In ambienti freddi, quando vogliamo mantenere il caldo nel nostro copro, dobbiamo avere a contatto del corpo la parte argentata, che riflette il calore che si libera dal corpo e lo rimanda sul corpo stesso. La parte dorata agisce al contrario, quindi in ambienti caldi, parte argentata fuori a riflettere via il calore e parte dorata dalla parte del corpo, che assorbe il caldo in eccesso. Questo tipo di coperta di emergenza, una volta tolta dalla confezione e distesa, è difficilmente ripiegabile e poco adatta al riutilizzo. pesa però pochissimo e portarne un certo numero non appesantisce troppo il kit (sono ovviamente impermeabili e utili per ripararsi dalla pioggia). Ci sono anche coperte di emergenza riutilizzabili, più pesanti e resistenti, di solito hanno un lato argentato e l’altro lato di colore arancio, vengono confezionate come coperta normale o come sacco (in questo caso scegliere una misura abbastanza grande, che non sia troppo aderente al corpo, per non creare eccessiva condensa e ritrovarsi bagnati (c’è sicuramente scarsa traspirazione) con il rischio di peggiorare le cose.
Fanno parte della categoria cover anche i sacchi a pelo e i bivi bag, le coperte di lana o sintetiche (le migliori sintetiche sono di pile).
Moltissimi materiali naturali possono essere utilizzati, in alternativa, per le coperture dei ripari. Foglie, cortecce, rami e altro possono essere utilizzati per costruire coperture impermeabili. Erba, rami giovani, foglie e arbusti vari, possono essere utilizzati per costruire il piano inferiore di un letto e le coperte per la parte superiore.
Molte cose di uso comune, si possono prestare per le coperture: i sacchi della spazzatura possono essere tagliati e utilizzati come teli impermeabili. Un sacco della spazzatura può essere imbottito con foglie, erba, ecc. per fornire un isolante in situazioni di emergenza.
Un sacco della spazzature può essere tagliato e aperto, diventa così un buon telo impermeabile.
Sacchi per immondizia che si trovano in commercio al dettaglio. Normalmente hanno misure 70×110 cm. ma conviene prendere i tipi più grandi, 80×120 cm. oppure 90×120 cm.
In ambienti urbani può essere molto utile il cartone ondulato delle scatole, che posizionato a strati ripara ottimamente dal freddo. Il cartone si bagna, quindi deve essere utilizzato in ambienti già riparati, impermeabili e possibilmente asciutti.
Qualsiasi contenitore idoneo al trasporto dell’acqua e dei liquidi in genere può essere adatto e utilizzato. Se poi è di metallo ancora meglio, può essere messo sul fuoco per bollire l’acqua e renderla potabile o per cucinare i cibi. A seguire una breve descrizione dei contenitori che utilizzo più spesso.
1)
1) pentola in alluminio di 2 lt. con coperchio. Era della nonna di mia moglie e alcuni anni fa l’ho riadattata per un utilizzo di emergenza, togliendo i manici laterali e forando dove posso attaccare del filo di ferro o di alluminio per portarla o appenderla ad un treppiedi improvvisato per metterla al fuoco. Per un corretto utilizzo il filo di ferro del manico deve essere inserito dall’esterno verso l’interno poi risvoltato in alto. Questa pentola è anche molto utile perché al suo interno ci sta praticamente tutto l’occorrente per creare un buon kit da portare con noi.
2)
2) borraccia da 1,2/1,3 lt. circa con gavetta da 400 ml.. La gavetta ha i manici che si ripiegano sul corpo e si incastra nella base della borraccia, rendendo facile il trasporto. Entrambi i componenti sono idonei per stare sul fuoco. La borraccia contiene più di 1 litro di liquido. Se devo fare un litro preciso, per esempio per depurazione chimica, utilizzo la gavetta di 400 ml come misurino (2 + 1/2).
3) – 4) – 5) – 2)
3) La borraccia in plastica verde è l’unico contenitore che ho in plastica. La capienza è di 1 lt. e se la potabilizzazione dell’acqua deve essere fatta chimicamente, questa è la capienza ideale, perché qualsiasi sostanza chimica idonea per potabilizzare, sia che sia liquida che in compresse, è sempre calcolata per 1 lt. di acqua. Inoltre questa è una borraccia termica. 4) Possiedo anche una tazza (400 ml.) 5) gavetta in acciaio con coperchio superiore che può essere usato per cuocere o come piatto, ha un manico che si piega sopra il coperchio per chiudere, capacità 1,5 lt. (ne ho 2)
6)6)
6) gavetta in alluminio dell’esercito italiano, probabilmente anni 50. E’ composta da un pentolino con manico per appendere che contiene esattamente 1 litro di acqua se si prende come livello la parte superiore interna dei 2 rivetti che tengono il manico (il terzo rivetto di fissaggio è più basso). Ha anche un coperchio superiore con manico che chiude e si può usare come padella o tegame o bicchiere e uno stesso accessorio che si mette nella base. In totale sono 3 pz.
7)7)
7) Negli ultimi tempi, tendo a sostituire la vecchia pentolina di alluminio di 2 lt. con coperchio con una pentola che fa parte di un set acquistato nel 2001 in un negozio di buffetteria militare, probabilmente di origine militare USA (il nome corretto dovrebbe essere cooking pot), è in alluminio ed è composto da 3 pezzi, 2 pentolini 2+2 lt, padella coperchio cm. 20. Utilizzo la pentola esterna leggermente più grande. Le pentole (se si volesse utilizzare tutto il set) si inseriscono una dentro l’altra, la “padella” fa da coperchio e il manico diventa il gancio di chiusura. Il manico del pentolino interno, per esigenze di chiusura e compattamento per il trasporto è montato a rovescio, cioè il manico è interno al pentolino e non esterno, nella pratica però la cosa non è tanto fastidiosa.
Finalmente ho trovato il tempo per rifare il manico ad un vecchio coltello. Non so con che legno ho rifatto il manico. Ho alcune guancette di circa 10 anni fa e non ricordo più di cosa sono. Nella foto si vede il manico montato e incollato con colla bicomponente. Mancano i rivetti. Ce li volevo mettere di rame, ma al momento non sono riuscito a trovare un tondino di rame da 5 mm.. Il coltello è veramente vecchio. Si tratta di acciaio al carbonio, probabilmente un C45 derivato dalla balestra di un’auto. Forse in origine era stato costruito per lavori pesanti di cucina o macelleria. Io ce l’ho da circa 25 anni e apparteneva allo zio di mia moglie. Forse è costruito a mano da qualche fabbro locale dell’epoca (alto lazio). Non è un full-tang. L’acciaio arriva più o meno a un centimetro sopra il secondo foro. Ha lavorato tanto, lo utilizzavo sopratutto per tagliare la ginestra, il salice, il venco e il vimini per i canestri, le canne, la corteccia di betulla e acero … ma è ancora efficiente e affilatissimo. La punta originale non c’è più, si è rotta. Ho cercato, una ventina di anni fa, di rifare una punta utile e facile. Quando sarà finito gli farò anche un fodero.
Aggiornamento dell’articolo autunno 2023: ho trovato i “ribattini” in rame come li volevo, nel ribattere la parte che va schiacciata il legno del manico si è rotto in più parti e ho dovuto toglierlo. Evidentemente quel legno non era buono per fare un manico. Un amico mi ha regalato un pezzo di legno di bosso. E’ molto bello e appena possibile inizierò a costruire il nuovo manico in bosso, aggiornando questo articolo, ora però non ho tempo…
Sia che si tratti di sopravvivenza nella natura o di sopravvivenza urbana, un multi tools è veramente utile e in alcuni casi, necessario. Tanti anni fa ho iniziato con i coltelli multi utensili di un fabbricante svizzero: Wenger. La wenger non esiste più ed è stata inglobata in Victorinox. La qualità degli strumenti è ai massimi livelli e lo Swisschamp è una vera e propria cassetta degli attrezzi, in poco spazio e poco peso. Me lo ha regalato mia moglie nei primi anni del 2000 (2003-2005?) e quello che ho io ha la montatura in plastica della lente di ingrandimento di colore grigio e non trasparente come gli ultimi modelli.
Sopravivenza urbana: non c’è bisogno di molte spiegazioni, basta guardare gli attrezzi e vengono in mente subito gli utilizzi. Probabilmente in questo contesto il modello cybertool è più completo. Comunque per l’urban survival allo Swisschamp manca veramente poco, basterebbe aggiungere il Victorinox set con chiave a brugola e 6 Bit e c’è tutto. La pinza potrebbe sembrare piccola ma alla fine nella pratica va bene così. Sopravvivenza nella natura: due lame, una più piccola e una più grande si rivelano utilissime e si utilizzano molte volte durante il giorno. La sega per il legno è di eccellente qualità. Gli accessori per la pesca e i fili metallici possono essere trattati velocemente e con precisione con la pinza, le forbici, lo slamatore e la lima multi utensile per metalli. Il gancio si utilizza per i pentolini a bollire e per lavorare meglio sui nodi. Molti accessori sono utili anche per la cura della persona… e così via. Sui siti e nei video di settore, vengono preferiti altri multi tools sopratutto di fabbricazione statunitense. Mi sono però sempre trovato bene con i miei multiuso svizzeri e non ho riscontrato mai difetti evidenti (i prodotti perfetti non esistono) nel normale utilizzo, tali da desiderare altre marche o tipologie (la stessa Victorinox produce per esempio il modello Swiss Tool Spirit e dello stesso tipo altre marche producono multi tools simili). Dimensioni: Altezza 33 mm, Lunghezza 91 mm, ampiezza 26 mm, Peso 185 g, Materiale delle guancette ABS/Cellidor blocco lama a molla tradizionale. N° di funzioni 33. Colore: il mio è rosso, ma ci sono anche guancette nere, blu e trasparenti rosse.
Di seguito le funzioni principali:
1. Lama grande 2. Lama piccola 3. Cavatappi 4. Apriscatole con 5. Cacciavite piccolo (anche per viti philips) 6. Levacapsule con 7. Cacciavite e 8. Spela fili 9. Lesina, alesatore / punteruolo 10. Anello portachiavi 11. Pinzetta 12. Stuzzicadenti. Se gli si pratica un foro si può utilizzare anche come ago da rammendo per reti e zanzariere, dove la lesina risultasse troppo “hard”. Lo stuzzicadenti in plastica può essere sostituito da un firesteel prodotto da terze parti. 13. Forbice 14. Gancio multiuso (porta pacchetti) 15. Sega per il legno, taglia sia a spingere che a tirare, con lato superiore a spigoli vivi utilissimo per l’utilizzo con il firesteel 16. Squama pesci con 17. Slamatore e 18. Righello (cm / pollici) 19. Lima per unghie con 20. Lima per metalli e 21. Pulisci unghie e 22. Sega per metalli 23. Cacciavite 2,5 mm 24. Scalpello e raschietto 25. Pinze con 26. Taglia cavi e 27. Pressa cavi 28. Cacciavite phillips 29. Lente d’ingrandimento 30. Penna a sfera 31. Spillo 32. Mini cacciavite 33. Lesina
Ho caricato due documenti in formato .pdf che riguardano le funzioni dello Swisschamp e la manutenzione:
Coltelli: Cold Steel Bushman, Coltello Cold Steel GI Tanto, Coltello machete Conaz/Consigli, Coltello Mora Companion normale e heavy duty.
Il coltello Bushman è un coltello economico ma, se si comprendono le finalità costruttive, può essere utile in molte occasioni. Il fodero è inadeguato e deve essere sostituito con qualcosa di autocostruito. Non ho particolari preferenze per le due versioni, anche se tendo ad utilizzare di più la versione classic. Li ho modificati secondo le mie necessità. Sia il bowie che il classic vanno molto bene entrambi. Peso: circa 280 grammi Spessore della lama: 2,5 mm Lunghezza della lama: 7 “, 17,78 cm. Manico: lungo 5 1/4 “, 13,0556 cm. Manico cavo. Acciaio / materiale: SK-5 ad alto tenore di carbonio, temprato a 54 HRC (Scala di Rockwell). Lunghezza totale: 12 1/4 “, circa 32 cm. Fodero: Secure-Ex con acciarino. L’acciaio SK5 è un acciaio “morbido” e si tempra ottenendo HRC bassi. Gi acciai temprati a 54/56 HRC tengono meno il filo ma per contro si riaffilano in modo velocissimo e con estrema facilità. Inoltre, più la durezza HRC è bassa, più è morbida e flessibile la lama. Qualsiasi coltello deve tagliare e deve tagliare bene, ma in un contesto di emergenza deve essere di facile affilatura e manutenzione. Il manico è cavo e l’acciaio si unisce alla lama senza soluzione di continuità. Il manico deve essere rifinito con nastro adesivo o gomma elastica (tipo camera d’aria di bicicletta) o corda, altrimenti potrebbe risultare scivoloso.
Il coltello GI Tanto è uno dei migliori coltelli che ho avuto (e che ho anche oggi)… correggo la frase: Il coltello GI Tanto è uno dei migliori coltelli che mi sono potuto permettere. Molti survivalisti dicono che una lama tanto non è adatta per il survival. Questo non lo so, perché non ho mai posseduto altre lame tanto, ma quando ho in mano il GI Tanto, in qualsiasi modo lo prenda (perché ci sono diverse varianti di presa) ottengo una facilità incredibile di esecuzione per tutto quello che ci devo fare. Lama in acciaio al carbonio 1055 temprato a molla (elastico e resistente), HRC 57, costruzione full tang. La lunghezza della lama è di cm. 17,8 dalla guardia alla punta, la lunghezza del tagliente diritto è circa 11 cm., la lunghezza del tagliente obliquo è di 4 cm.. Spessore lama cm. 0,4. Lunghezza totale manico compreso cm. 30,5. Manico in polimero avvitato di colore nero. Fodero nero Secure-Ex. Peso totale gr. 335. Dati tecnici presi in internet sul sito Knivesandtools.it. Per quanto riguarda i dati tecnici, ho qualche dubbio sulla durezza HRC 57 indicata, che secondo me è più alta, almeno HRC 59.
gi tanto modificato
Coltello machete Conaz/Consigli. Questo coltello/machete mi è stato regalato da mio cognato forse verso il 2006/2008. E’ di produzione italiana (Scarperia), in acciaio al carbonio C70 con spessore lama di circa 2,5 mm.. il mio coltello-machete con lama da 26 cm. in acciaio al carbonio C70, di produzione italiana. La derivazione è chiaramente quella del Machete Coupe-Coupe (taglia taglia), con l’impugnatura avvolgente in legno ricavata da un unico pezzo, originario delle truppe coloniali senegalesi francesi (forze militari dell’impero coloniale francese dal 1900 al 1961, anno dello scioglimento dei fucilieri francesi). Il più famoso è forse il Laurec “Coup-Coup”. La lunghezza totale con manico è di 40 cm., la lunghezza lama è di 26 cm.. Il fodero è in cuoio ed è quello che era in dotazione al momento del regalo (non so se è del produttore del machete), ma nel corso degli anni è stato aggiustato e risistemato più volte. La costruzione non è proprio full-tang, l’acciaio entra nel manico per quasi tutta la lunghezza (i ribattini visibili danno l’idea), ma non ne segue il contorno come nei full-tang. La costruzione è ottima, taglia benissimo e si riaffila con grande facilità.
Coltello Mora Companion normale e heavy duty. I coltelli companion sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo e non hanno bisogno di presentazioni. Ne possiedo 4 (2 al carbonio, uno normale, uno heavy duty e 2 in acciaio inox, che sono distribuiti con altro marchio) e hanno più o meno le stesse caratteristiche: costruzione hidden tang, lama a Filo piano, affilatura cosiddetta scandi, con lunghezza di 10,2 cm. circa e spessore di 2,5 cm. (3,2 l’heavy duty); il materiale della lama può essere acciaio inossidabile Sandvik 12C27 con durezza 57/58 hrc, oppure acciaio al carbonio UHB20C (1095) con durezza 58/60 hrc. Il materiale del manico è di plastica rigida e gomma con ottimo grip. Hanno un fodero in plastica. La lunghezza totale è di circa 21,8 cm. I miei coltelli in acciaio inox hanno una marca diversa da quelli al carbonio, ma la casa costruttrice è la stessa. Quando compro questi coltelli, non hanno il foro nella parte finale del manico. Lo faccio con un trapano e punta da 4 mm.. Il punto dove pratico il foro è di plastica dura e non ho mai avuto controindicazioni dopo la foratura. Poi limo un pezzo della parte superiore della lama (che presenta ancora la bava dello stampo) per renderla a spigolo vivo e utilizzabile con l’acciarino, che poi adatto quasi sempre sul fodero. Il coltello al carbonio heavy duty (HD) pur mantenendo la stessa lunghezza di lama e la stessa costruzione del companion normale al carbonio, ha uno spessore della lama di 3,2 mm. e anche il manico è più grande (vedi seconda foto). Le lame dei coltelli in carbonio delle foto sono state brunite con aceto caldo. Il trattamento si rivela efficace e previene il formarsi della ruggine. https://www.sopravvivere.org/brunitura-aceto-caldo-e-acciaio-al-carbonio/
Quando si parla di sopravvivenza il coltello (o un qualsiasi strumento da taglio) è uno degli attrezzi più utili che bisognerebbe avere sempre con noi. Parliamo di coltelli, accette, roncole o pennati, manaressi, machete, … . Importante: uno strumento da taglio, come dice il nome nasce per tagliare, deve tagliare bene e deve essere mantenuto affilato. In sopravvivenza non ci sono molti strumenti per affilare, quasi sempre ci si arrangia con pietre di fiume o di altra provenienza, per questo è opportuno scegliere acciai e durezze HRC che si adattano bene a queste difficili situazioni. Se il taglio non è fluido e deciso, l’utilizzo diventa pericoloso. Cosa ci si può fare con una lama quando ci si trova in mezzo al nulla dove le cose pronte sono quasi inesistenti ma le necessità sono molte? Ci si può e ci si deve fare tanto e, a fine giornata ci si accorge di averlo tenuto in mano per molto tempo. Un coltello non è una ruspa o un escavatore e non è nemmeno un’accetta o una mazza! E’ un pezzo di acciaio robusto e resistente e deve essere utilizzato per quello… che è. Non gli si devono far fare cose per le quali non è adatto (per quello si ricercheranno metodi diversi). In sopravvivenza, se si rompe o si rovina il coltello in mezzo al nulla, i problemi gravi che ne derivano sono infiniti. Di seguito cercherò di elencarne i possibili utilizzi e indicherò anche come non utilizzarlo:
un coltello è un attrezzo da taglio, ovvio che la funzione principale è quella di tagliare di tutto stando attenti a non danneggiare la lama
ci si costruiscono rifugi, si tagliano in strisce legni ed arbusti idonei per costruire corde, ci si tagliano rami morbidi pieni di foglie per costruire un letto
il coltello è un’arma, non capita quasi mai di difendersi dagli animali, ma se dovesse accadere, anche se non è certamente la cosa più efficace, ci da più coraggio ed è sempre meglio di niente
un coltello fissato ad un bastone lungo 50/60 cm. diventa uno strumento per aprirsi la strada nel bosco o tagliare rami e arbusti
fissato ad un bastone lungo 100/200 cm. diventa un buon attrezzo per tagliare frutta e altro in alto sugli alberi o dove non si arriva
se dotato di punta, fissato ad un bastone lungo 100/200 cm. diventa un’ottima lancia per caccia e pesca
ci si possono costruire strumenti in legno adatti alla caccia o alla pesca (arco, frecce, lancia normale e a quattro punte, fionda, …)
ci si possono realizzare strisce di legno per fare cesti o contenitori per acqua e cibo
ci si possono realizzare attrezzi per la cucina, come posate, taglieri, ciotole
se si riesce a prendere un animale o un pesce con vari metodi, con il coltello si lavorano le pelli e le carni da cuocere (non si deve cuocere utilizzando il coltello come base di appoggio, perchè la temperatura potrebbe salire troppo per rovinarlo); si utilizza anche per tagliare piante e erbe da preparare per bollire o mangiare crude
la legna più piccola si prepara con il coltello, quella più grande, come un tronchetto di 10/20 cm. di diametro, si incide con il coltello nella parte superiore senza forzare e poi si spacca con cunei idonei preparati con il legno. Evitare per quanto possibile le tecniche di chopping (battere sul legno come se si trattasse di una roncola o di un’accetta) e di batoning (appoggiare la lama sul tronco e battere sulla parte superiore del coltello con un bastone o un sasso, pesantemente, per spaccare il tronco verticalmente). Le ragioni sono evidenti
avendo a disposizione legni secchi e asciutti, che siano cavi (canne, sambuco, vitalba) o altri tipi molto secchi, meglio se resinosi (come il pino), far scorrere con leggerezza la lama dall’alto in basso in modo da creare i cosidetti feather sticks o bastoncini piumati. I sottili riccioli ottenuti sono ideali per incendiarsi con il minimo sforzo quando vengono a contatto con le scintille prodotte in vari modi, spesso con un acciarino
la costola superiore del coltello o una sua parte, dovrebbe essere a spigolo vivo (90°) e se non lo è conviene con la lima prepararne una porzione di qualche centimetro. Questo accorgimento serve per sfregare l’acciaio sopra un acciarino (quando non sono disponibili scraper) per produrre scintille ed accendere un fuoco, evitando così l’utilizzo diretto della lama
quando non ci sono posate, la lama sostituisce tutte le posate
si potrebbe utilizzare anche come apriscatole, quando si ha la fortuna di avere una scatoletta di cibo con noi e proprio se non ci sono altri metodi
il coltello può essere utilizzato per scavare (e gli scavi sono frequenti nel survival), stando attenti alle pietre e ad altro che potrebbero danneggiarlo. Lo scavo si fa bene anche con legni preparati allo scopo e sui quali si batte con un mazzuolo (anche questo costruito) e le mani sono ottime come pala
il manico del coltello può essere utilizzato come piccolo martello, ad esempio per piantare in terra ganci in legno autocostruiti che tengono tirate le corde.
Come provare a scegliere un buon coltello tuttofare
In generale: un coltello o un qualsiasi strumento da taglio è probabilmente la cosa più utile, al limite dell’indispensabile, che si possa avere in una situazione di emergenza, sopratutto in mezzo alla natura selvaggia e lontano da tutto e da tutti. Un coltello è fatto per tagliare e deve tagliare bene, sopratutto è fatto per essere un “coltello” e non deve essere utilizzato come un accetta, come uno scalpello o per cose per le quali non è adatto. Se si rovina un coltello quando c’è solo quello, è una tragedia e qualsiasi problema si dovesse presentare diventa difficile da risolvere.
Risposta sintetica riassuntiva:
Immagine presa da: http://nimrodsblades.blogspot.com
un ottimo coltello tuttofare che si rivela molto utile e comodo in situazioni di emergenza è quello che normalmente viene definito coltello da campo o di frontiera (conosciuto anche come Hudson Bay Camp Knife oppure come camp frontier knife). La lama è robusta e ha una lunghezza adeguata (20/25 cm.) per lavori generici o più pesanti. Ritengo questi coltelli i più idonei e i più utili, soprattutto quando si dispone di un solo strumento da taglio. La foto sopra presa dalla rete rappresenta bene questa tipologia.
In questo articolo una breve parentesi si può aprire anche sui cosiddetti “green river knife”, coltelli da caccia e scuoio che nascono da J. Russell, Massachusetts intorno al 1830. Le lame sono in acciaio al carbonio che possono essere lunghe fino a 20/23 cm., senza avere grandi spessori, 2,5 massimo 3 mm.. Costruzione full tang con manicature in legno di ciliegio, di noce e simili. Il loro utilizzo generico per molte attività di preparazione del cibo e per usi molteplici, li fa apprezzare molto in ambienti naturali e selvaggi.
I kit di sopravvivenza li prepariamo in tanti e, mettere quello che più ci piace in un kit, è un sacrosanto diritto. Che poi si abbia il tempo di prendere il kit e portarlo con noi per utilizzarlo… questa è un’altra storia.
Tenendo in considerazione questa tipologia di coltelli, ho sempre basato le mie scelte su lame semplici e utili, alternando nel corso di tanti anni modelli e tipologie basate sulla reperibilità e sulla tecnologia del momento.
Nelle mie scelte ho sempre valutato un buon rapporto qualità, prezzo, peso, robustezza, ecc… ho deciso per alcuni attrezzi da taglio, con soddisfazione e in maniera più o meno definitiva. Utilizzo i coltelli bushman di Cold Steel, il coltello GI tanto dello stesso costruttore. Utilizzo anche un coltello machete di produzione italiana, la cui derivazione è chiaramente quella del Machete Coupe-Coupe (taglia taglia), con l’impugnatura avvolgente in legno ricavata da un unico pezzo, originario delle truppe coloniali senegalesi francesi. Il più famoso di questa tipologia è forse il Laurec “Coup-Coup”. La lunghezza totale con manico è di 40 cm., la lunghezza lama è di 26 cm. Utilizzo anche il manaresso nelle tipologie piemonte e santa giustina.
il mio coltello-machete con lama da 26 cm. in acciaio al carbonio C70, di produzione italiana
La resistenza al lavoro è importante per un coltello e sicuramente se ne deve tenere conto nella scelta. Potrei aver scelto anche altri attrezzi, con la stessa soddisfazione e lo stesso prezzo e, forse, anche qualitativamente migliori, ma bisogna imparare ad accontentarci e ad utilizzare bene quello che si ha a disposizione.
La scelta potrebbe comunque cadere e va bene lo stesso, su un qualsiasi coltello/machete con lama al carbonio intorno a 57/58 HRC di tipo parang, kukri e simili e, dove possibile, affiancati da un multitool o da un lama fissa con lama 10-12 cm.. Sconsiglio per un utilizzo pratico sul campo di superare comunque i 25/30 cm. di lama.
Questo è un articolo un po così, scritto con lo scopo di aiutare a scegliere il giusto coltello da sopravvivenza, un coltello cioè che ci aiuti a tirare avanti per tutto il giorno e per ogni giorno, nel fare cose utili più velocemente e in modo migliore e scritto, per aiutare chi ancora è indeciso e magari non ha, come non ho avuto io, la possibilità di provare una rosa ampia di coltelli e poi decidere. Ovviamente molto dipende anche dai gusti personali e dalle situazioni in cui ci si potrebbe trovare. La cosa importante è fissare alcune delle caratteristiche principali da prendere in considerazione per un coltello di uso generale.
– Le leggi sul porto di coltelli: non si può portare con noi un qualsiasi tipo di coltello se non per giustificati motivi, non ci sono scusanti o altro. Gli attrezzi da taglio, se non c’è giustificato motivo, si devono tenere in casa o in luoghi facilmente accessibili e veloci da prendere, ma non con noi. Altrimenti sarebbe troppo facile, basterebbe girare con uno zaino al seguito e avere sempre a disposizione lo strumento preferito.
– Coltelli pubblicizzati e di moda, visti in film o manifestazioni, o presentazioni o altro: mai lasciarsi tentare dai coltelli che si vedono nei film di azione. Sono poco utili e studiati probabilmente solo per esigenze spettacolari di scena. Sono spesso troppo grandi e difficilmente utili in normali lavori. Poi, anche se grandi, non hanno quasi mai un disegno adatto a svolgere i lavori più pesanti. A parità di soldi spesi, sul mercato si trovano cose migliori e più adatte al survival.
– Come dovrebbe essere costruito un buon coltello per usi generici: oltre a quanto già scritto sopra sulla tipologia di coltello quando se ne possiede solo uno, per i lavori quotidiani non pesanti e non impegnativi (e per mia esperienza posso dire che si riesce a coprire almeno il 70% delle necessità) potrebbe bastare un coltello da tasca pieghevole oppure un coltello a lama fissa di dimensioni contenute, diciamo con lama (sia il pieghevole che il fisso) intorno ai 10 cm.. Per la sopravvivenza in generale, un coltello fisso è migliore del pieghevole, perché quest’ultimo è sempre più debole per via dell’aggancio della lama al manico. Ci sono però alcuni coltelli pieghevoli che sono molto robusti… Per coltelli con lama fissa intorno ai 10 cm. intendo i vari e famosi Moraknives, i Bacho da lavoro, gli hultafors da lavoro e in genere quei coltelli che vengono proprio definiti “da lavoro” e in vendita, oltre che nelle coltellerie, anche nelle ferramenta ben fornite o nei negozi di agraria e giardinaggio. In questa categoria di coltelli, vengono commercializzati prodotti con lama al carbonio o inox di qualità decisamente superiore, costruzione full tang, manico in legno rivettato, con varie tipologie di lame clip point o drop point, ecc…
– Lunghezza della lama: la lunghezza ideale della lama di un coltello unico tuttofare, potrebbe essere intorno ai 15/18 cm., già oltre i 20 cm. non è semplice un utilizzo facile e veloce. In teoria dovrebbe essere abbastanza corta per lavori più fini, come l’intaglio o lo scuoio, allo stesso tempo abbastanza grande per lavori più pesanti. Per un utilizzo ancora più intenso potrebbe essere più utile un machete o un manaresso (se si possono definire coltelli) o comunque un coltello più grande e robusto, con lama di 25/30 cm.
– Tipo di costruzione: la costruzione è preferibile che sia full tang (l’acciaio occupa tutta la lunghezza e la larghezza del manico), con lama ad affilatura piana normale, in acciaio al carbonio, con un pezzo del bordo (o tutto) opposto alla lama che abbia spigolo vivo, in modo che si possano creare scintille con le barrette in ferro cerio per accendere il fuoco. Preciso che nei miei coltelli, se non c’è la caratteristica dello spigolo vivo a 90° la creo io con una lima. Abbiamo scritto che è preferibile un coltello con un codolo intero (full tang), potrebbe andare bene però anche un codolo a tutta lunghezza tipo coda di topo. Con questi 2 codoli, oltre alla robustezza, se il manico si rompe, c’è sempre qualcosa dove avvolgere un pezzo di corda o un panno per rifare un manico di emergenza.
– Forma della lama: Ci sono molte forme diverse. E’ difficile decidere qual’è la migliore. Probabilmente una clip point o una drop point, o a goccia, alla fine potrebbero essere le più utili.
– Durezza della lama La durezza della lama viene misurata utilizzando la scala Rockwell Count (scala RC). È determinata dal trattamento termico (tempra e rinvenimento) della lama in combinazione con il tipo di acciaio. Una durezza media, 55-57 HRC è forse il miglior compromesso tra tenuta del filo e facilità di affilatura con mezzi “da campo” occasionali. Un coltello con durezza 60 HRC o simile, tiene bene il filo, ma si affila con difficoltà se non si hanno gli strumenti giusti, inoltre è più fragile quando viene “battuto” e si potrebbe scagliare (anche se in questo caso entrano in gioco anche lo spessore e la qualità).
– Tipo di acciaio Si potrebbe dividere l’acciaio in due grandi categorie: acciaio al carbonio e acciaio inox (inossidabile). L’acciaio è un composto di ferro e carbonio (ed eventualmente altri elementi) e contiene una percentuale di carbonio non superiore al 2,1%. Oltre questa percentuale il composto si chiama ghisa e perde tutte le caratteristiche per essere utilizzato nella coltelleria. Se si aggiungono altri elementi, come il cromo o il nichel che hanno una ossidazione trasparente protettiva, si ottengono gli acciai inossidabili. Gli acciai Inox o inossidabili hanno sicuramente una maggior resistenza all’ossidazione e alla corrosione, sopratutto in presenza di umidità o acqua, perché il cromo è in grado di passivarsi, ricoprirsi cioè di uno strato sottile e aderente di ossidi che protegge superficialmente il metallo o la lega sottostante dall’azione dell’ossigeno e degli agenti chimici esterni. Probabilmente, un acciaio con percentuale di 0,45/0,70% di carbonio, temprato e rinvenuto (tempra e rinvenimento sono fondamentali nella scelta, almeno come il tipo di acciaio) in modo da prendere una durezza HRC da 54 a 58 è il migliore per un utilizzo sul campo. E’ flessibile, elastico e non si spezza facilmente, si affila con pietre che si trovano abbondantemente in natura. Per esperienza non sono per niente infastidito dal fatto che non tenga troppo l’affilatura (e poi la tiene benissimo negli utilizzi da campo). Il coltello deve essere utilizzato come un coltello! Non ci devono essere utilizzi impropri e dannosi.
– I manici possono essere realizzati con un’ampia gamma di materiali, come plastica, osso, corno, legno, dischi di cuoio, pelle e gomma. La gomma offre una buona presa, anche se bagnata. Osso e corno sono resistenti e forniscono anche una finitura esteticamente gradevole. Il legno, i dischi di cuoio e la pelle hanno una bella finitura e una buona presa, ma avranno bisogno di un trattamento per evitare che si deteriorino. La plastica è resistente e non assorbente.
– L’impugnatura dovrebbe adattarsi comodamente alla mano e non permettere che si formino vesciche con un uso prolungato. Una protezione tra la lama e il manico aiuterà a proteggere la mano e far sì che non scivoli verso la lama.
– Un coltello dovrebbe avere un fodero, per proteggerlo e proteggere chi lo porta. Un fodero deve essere realizzato con un materiale resistente, come pelle, similpelle robusta, tessuti sintetici ad alta resistenza, … e avere un passante per cintura. Inoltre, all’altezza del manico ci dovrebbe essere una cinghiettina che stringe il manico stesso per impedire che il coltello scivoli fuori dal fodero. Alcuni foderi hanno una piccola tasca per una pietra per affilare, che è un peso extra ma potrebbe essere utile, e hanno in dotazione anche una barretta di ferro cerio.
Tiriamo le somme: i miei coltelli preferiti li ho già scelti e descritti sopra e in altri articoli. Mi trovo bene con un coltello machete con lama al carbonio da 20/30 cm.. Si fa fatica a chiamare coltello una lama da 24/30 cm. Però, come già scritto all’inizio, se fossi obbligato a disporre di un solo strumento da taglio o scegliere un solo coltello, tra quelli che ho, la mia scelta cadrebbe sempre su un piccolo machete oppure su un manaresso. Un solo strumento da taglio è spesso impegnato in situazioni abbastanza stressanti per la lama, come per esempio nella costruzione di un riparo, che è una delle prime priorità, o il procurarsi la legna o fare pulizia per creare una zona ambientale più comoda. Un coltello più grande è sicuramente più utile.
Si è parlato di coltelli, di manaressi o machete. Per un unico strumento da taglio alcune persone potrebbero decidere di utilizzare cose diverse. Mi riferisco sopratutto all’accetta, alla roncola, al pennato… e così via. Trovarsi in mezzo al nulla, in assoluta emergenza e con un solo attrezzo da taglio… eh…, i compromessi da accettare sono tanti. Consiglio sicuramente infine di provare in pratica cosa si può adattare meglio alle nostre esigenze.